Curiosità
Il grande patrimonio culturale di Firenze è paragonabile ad un grande libro, dove i fatti più importanti sono affiancati da episodi secondari che però possono suscitare il nostro interesse.
Qui trovate alcune curiosità legate a opere d’arte, monumenti e angoli meno noti della città. Sono solo pochi esempi che però ci danno la misura di quante cose importanti e diverse sia in grando di raccontare il patrimonio artistico della città.
Tutto un altro paio di maniche!
Tutto un altro paio di maniche!
Il modo di dire “tutto un altro paio di maniche” deriverebbe dalla moda del passato, quando l’abito femminile era cucino in un unico pezzo, ad eccezione delle maniche che invece erano staccabili, così da poterle cambiare a seconda delle occasioni. Cambiando le maniche cambiava totalmente anche l’abito, come si vede nel dipinto intitolato la Gravida, di Raffaello conservato alla Galleria Palatina.i Firenze
Il modo di dire “tutto un altro paio di maniche” deriverebbe dalla moda del passato, quando l’abito femminile era cucino in un unico pezzo, ad eccezione delle maniche che invece erano staccabili, così da poterle cambiare a seconda delle occasioni. Cambiando le maniche cambiava totalmente anche l’abito, come si vede nel dipinto intitolato la Gravida, di Raffaello conservato alla Galleria Palatina.i Firenze
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Il bagaglio per l’aldilà di una donna etrusca
Il bagaglio per l’aldilà di una donna etrusca
Ciotolini per il trucco, ampolle porta profumi, nettaorecchie, pinzette, pedine da gioco e anche una moneta per il nocchiero Caronte! Ecco cosa si portavano nell'aldilà le ricche donne etrusche. Questo è il corredo trovato nel sarcofago etrusco detto di Larthia Seianti conservato al museo archeologico di Firenze
Ciotolini per il trucco, ampolle porta profumi, nettaorecchie, pinzette, pedine da gioco e anche una moneta per il nocchiero Caronte! Ecco cosa si portavano nell'aldilà le ricche donne etrusche. Questo è il corredo trovato nel sarcofago etrusco detto di Larthia Seianti conservato al museo archeologico di Firenze
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Le porticine del vino
Le porticine del vino
Passeggiando per le vie del centro di Firenze, vedrete su alcuni palazzi delle aperture a forma di porta, come quella della foto. Queste erano le porticine per il vino, ovvero piccole finestre che servivano per la mescita del vino che veniva venduto in città dalle ricche famiglie fiorentine che nel contado avevano terreni lavorati a vigna.
Passeggiando per le vie del centro di Firenze, vedrete su alcuni palazzi delle aperture a forma di porta, come quella della foto. Queste erano le porticine per il vino, ovvero piccole finestre che servivano per la mescita del vino che veniva venduto in città dalle ricche famiglie fiorentine che nel contado avevano terreni lavorati a vigna.
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La camera da letto della bela Rosin
La camera da letto della bela Rosin
La bela Rosin, moglie del re Vittorio Emanuele II, scelse stoffe azzurre per la sua camera da letto a Villa Petraia, mentre sul baldacchino del letto volle capsule di papavero che alludessero al sonno. Comunque re e regina avevano camere separate, anzi quartieri separati e così anche Granduca e Granduchessa medicei, questo secondo il cerimoniale dell'epoca.
La bela Rosin, moglie del re Vittorio Emanuele II, scelse stoffe azzurre per la sua camera da letto a Villa Petraia, mentre sul baldacchino del letto volle capsule di papavero che alludessero al sonno. Comunque re e regina avevano camere separate, anzi quartieri separati e così anche Granduca e Granduchessa medicei, questo secondo il cerimoniale dell'epoca.
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Vita quotidiana del Quattrocento
Vita quotidiana del Quattrocento
Curiosi di sapere come si viveva a Firenze nel Quattrocento? Potete visitare l'Oratorio dei Buonomini di San Martino, in pieno centro storico. Sulle sue pareti si trovano affrescate scene della vita di San Martino ambientate però nella Firenze del Rinascimento. Nell’immagine sotto, per esempio, è rappresentato un matrimonio celebrato davanti ad un notaio!
Curiosi di sapere come si viveva a Firenze nel Quattrocento? Potete visitare l'Oratorio dei Buonomini di San Martino, in pieno centro storico. Sulle sue pareti si trovano affrescate scene della vita di San Martino ambientate però nella Firenze del Rinascimento. Nell’immagine sotto, per esempio, è rappresentato un matrimonio celebrato davanti ad un notaio!
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Il Giardino Giapponese
Il Giardino Giapponese
C’è un po’ di Giappone anche a Firenze, basta fare una passeggiata a Piazzale Michelangelo, fare qualche gradino in direzione San Niccolò, entrare nel Giardino delle Rose, dove l’ultimo angolo è riservato proprio all’oasi Giapponese progettata dall’architetto Yasuo Kitayama nel 1998.
C’è un po’ di Giappone anche a Firenze, basta fare una passeggiata a Piazzale Michelangelo, fare qualche gradino in direzione San Niccolò, entrare nel Giardino delle Rose, dove l’ultimo angolo è riservato proprio all’oasi Giapponese progettata dall’architetto Yasuo Kitayama nel 1998.
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